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Mi chiamo Ginevra.
Da un mese ho iniziato la prima superiore presso il liceo scientifico “A. Messedaglia”.
Sin dai primi giorni di scuola ho avuto la consapevolezza di cosa volesse dire sentirsi impaurita, disorientata e smarrita davanti a un nuovo mondo.
Dicono sia normale, soprattutto all’inizio: alle medie gli insegnanti non smettevano mai di ripeterci che l’unica cosa di cui ci saremmo dovuti preoccupare sarebbe stata studiare, studiare e ancora studiare.
Anche i nuovi insegnanti ce lo continuano a dire.
All’inizio questa insistenza mi sembrava esagerata; poi, mi sono resa conto che è vero. Fidatevi, i docenti hanno ragione e non lo dicono a caso: la dedizione allo studio e il metodo di apprendimento sono fondamentali.
Per questo motivo non sottovalutate mai i consigli che vi danno, soprattutto nella scelta della scuola.
Ricordo quando i professori ci invitavano a valutare attentamente le tipologie di scuola che avremmo voluto frequentare e ricordo quanto io fossi sprovveduta a tal proposito.
Perché ho scelto questo liceo? Prima di tutto, perché le scienze  e la matematica sono le materie che più mi piacciono; poi, perché il liceo consente di acquisire conoscenze e competenze e di ampliare il campo di studio.

Alla fine del percorso liceale non avrò una formazione professionale specifica, ma mi auspico di avere soddisfatto la mia curiosità e la mia sete di conoscenza.

Quando avevo finalmente un’idea chiara su che tipo di liceo avrei voluto frequentare, si è insinuata in me una moltitudine di dubbi:  il timore di non essere al livello di competenze richieste per frequentare un liceo, la paura di non riuscire a studiare abbastanza e la preoccupazione di non farcela a integrarmi in quel posto nuovo.
Adesso che ho mosso i miei primi timidi passi, ho iniziato a familiarizzare con questo nuovo mondo.
L’unico consiglio che mi sento di dare, anzi l’unica cosa che mi sento di fare, è di unirmi al coro di chi ripete che bisogna studiare con costanza: è un errore pensare che le medie siano come le superiori.

P.S.: Qualche tempo fa sono incappata in un vecchio dizionario di tedesco dalle pagine ingiallite dal tempo e ho scoperto che anche mio nonno è stato uno studente del liceo Messedaglia. Dai racconti di famiglia pare sia stato uno studente brillante; se ripenso agli esilaranti racconti sul suo conto, però, sarei curiosa di conoscere il suo voto di condotta. Chissà, se mai lo scoprirò.

Verona 25 ottobre 2017                                                                                                                     Ginevra

Caro studente,

mi chiamo Francesca e sono una studentessa di quinta del Messedaglia.

Dopo quattro anni di fatiche alla fine è giunto l’ultimo anno di superiori. Lo ho aspettato con grande impazienza, ma ora che è arrivato non sono più così convinta di voler lasciare questa scuola.

Da un lato, i miei pensieri sono rivolti verso la vita universitaria, che mi suscita molte indecisioni, ma rappresenta anche un’esperienza nuova e affascinante: finalmente potrò concentrare il mio studio su ciò che più mi appassiona ed essere libera dall’obbligo di svolgere quotidianamente i compiti. Dall’altra parte sono certa che mi mancherà la vita delle superiori. Nonostante lo stress di verifiche e interrogazioni e la severità dei professori di cui ho fatto esperienza in questi anni, porto con me una valigia colma di bei ricordi. Mi porto via tanti amici, che sono stati e sapranno restarmi vicino per il resto della vita e mi porto via tanti insegnamenti preziosi dei professori. Fino a pochi mesi fa non mi sarei aspettata di provare questa nostalgia all’idea di abbandonare lo studio delle scuole superiori. Però, guardando il futuro davanti a me, vedo poche altre occasioni in cui avrò l’opportunità di studiare così intensamente per il solo gusto di imparare e di apprendere in modo disinteressato così tante e diverse discipline. Forse non proverò mai più la soddisfazione di riuscire ad eseguire un’equazione matematica, di scrivere un bel tema, di tradurre una versione di latino, e so che questo mi farà guardare con nostalgia ai tempi delle superiori. Già ora provo un forte rimpianto per tutto ciò che non ho apprezzato a sufficienza, per le lezioni che non ho ascoltato e non ho sfruttato per imparare qualcosa di interessante, per i momenti sprecati ad annoiarmi e a lamentarmi. Il consiglio che do a chi è all’inizio del percorso è questo: studiate divertendovi, appassionatevi alle materie, considerate ogni verifica e interrogazione come una sfida in cui cimentarvi e vedrete che la scuola risulterà piacevole. Inoltre vi invito ad approfittare delle attività che la scuola organizza, tra cui teatro, corsi, conferenze e competizioni. 

Durante la scalata verso la quinta si incontrano numerosi ostacoli e momenti difficili: a volte intere giornate di studio non sono sufficienti a farci sfiorare il bramato “sei”, in altre non troviamo la concentrazione per affrontare lo studio. Tuttavia non bisogna abbandonarsi alla frustrazione: voti insufficienti, debiti e bocciature non devono trasformarsi in tragedie, ma in opportunità di crescita e miglioramento. Nulla è mai semplice e da sottovalutare a scuola, così come nella vita. Si procede solo con grande impegno, motivazione e costanza nello studio, attraverso un percorso che si costruisce giorno per giorno assieme a compagni e professori.

Una cosa semplice ma preziosa che ho appreso è stata l’importanza di esprimermi e trovare il coraggio di domandare: non abbiate mai paura di “alzare la mano” per condividere un dubbio o una riflessione, professori e compagni non vi giudicheranno. Il senso di andare a scuola consiste anche nel dialogo e nella partecipazione e se così non fosse ognuno studierebbe privatamente. Inoltre è fondamentale imparare ad aiutare e a lasciarsi aiutare. L’orgoglio, la timidezza e lo spirito di competizione spesso ci impediscono di chiedere aiuto a   professori e compagni, quando invece dobbiamo pensare che un aiuto è sempre un arricchimento sia per chi lo dà che per chi lo riceve.

Questa scuola mi ha permesso di crescere e mi ha insegnato ad amare la conoscenza e il ragionamento. Se tornassi indietro sono sicura che ripeterei la scelta di studiare qui.

Detto questo, vi invito con tutto il cuore ad amare la scuola: sono certa che poco dopo averla lasciata la rimpiangerete!

Buona scuola e buono studio,

Francesca